Rapporti Ricerca YALLA

ricerca 03 set 2014

Proponiamo in questa sezione Rapporti di ricerca realizzati nell’ambito dell’iniziativa YALLA.
L’attività di Ricerca e Analisi sul fenomeno dell’integrazione dei migranti nel contesto campano assume importanza strutturale all’interno dell’intera iniziativa poiché da un lato consenteo una riprogrammazione maggiormente rispondente ai bisogni e alle esigenze locali; dall’altro la conoscenza del fenomeno nei suoi diversi aspetti permette di realizzare politiche ad hoc di intervento per favorire l’inclusione dei cittadini stranieri.

RAPPORTI DI RICERCA

INDAGINE SULLA PRESENZA STRANIERA E IL LIVELLO DI INTEGRAZIONE DEGLI IMMIGRATI STRANIERI PRESENTI NELLA REGIONE CAMPANIA
La ricerca, seguendo la metodologia di campionamento per centri di aggregazione (Blangiardo, 2004), ha come obiettivo quello di aggiornare la conoscenza sulle caratteristiche attuali dell’immigrazione in Campania, analizzare i cambiamenti che vi sono stati negli ultimi anni e misurare il livello di integrazione dei diversi gruppi nazionali presenti.
Come è noto, infatti, l’immigrazione è una realtà in continuo cambiamento sia per le diverse componenti cha arrivano sul territorio (in termini di paesi di origine, età, progetti migratori ecc.) e che ridefiniscono di continuo la geografia delle migrazioni locali, sia per le strategie che vengono messe in campo dagli stessi immigrati (in vista di progetti migratori che prevedono una presenza
temporanea o di lungo periodo/definitiva) e dagli enti locali, e tutto ciò ovviamente ha ricadute importanti sui processi di integrazione.
Nelle pagine che seguono è riportata una prima analisi descrittiva di quanto emerge dalla ricerca, successivamente saranno proposti gli indici di integrazione ed alcuni approfondimenti sule tematiche trattate nell’indagine. Nel primo capitolo sono descritte le finalità, la metodologia e l’organizzazione della ricerca e della campagna di interviste che ha coinvolto numerosi rilevatori, molti dei quali mediatori culturali. Sono state realizzate circa 3.800 interviste in tutte le province della Campania. Nel secondo capitolo sono analizzate le caratteristiche demografiche, sociali e culturali del campione di cittadini immigrati. I temi specifici trattati in seguito sono stati i percorsi migratori, le famiglie, il lavoro e le paghe, i redditi
familiari, i consumi, la spesa familiare e le condizioni abitative. Infine è stata proposta una prima lettura delle risposte date dagli immigrati in Campania sull’identità e il senso di appartenenza alla nostra società.
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PICCOLI VIAGGIATORI I Minori Stranieri Non Accompagnati in Campania e a Napoli
Il rapporto di ricerca partendo da una ricostruzione delle degli arrivi, ma per certi versi anche della partenze, dei minori soli nella regione individua cinque diverse fasi che si caratterizzano
per paesi (o aree) di provenienza, motivazioni e progetti, reti familiari e di comunità: la prima fase è quella che interessa gli anni Novanta in cui i minori soli in Campania sono quasi esclusivamente marocchini emigranti per motivi economici senza alcun rapporto con i servizi del territorio, la seconda fase inizia nei primi anni del 2000 e dura sei o sette anni durante i quali, oltre ad una prima diversificazione degli arrivi, e si caratterizza per la costruzione di un primo rapporto con i servizi del territorio. Tra il 2008 e il 2010 vi è un significativo allargamento
delle provenienze e una diversificazione dei viaggi e dei progetti dei ragazzi che giungono in Campania. In questa fase vi è un coordinamento dei servizi presenti sul territorio, a regia comunale, e metodologie condivise di intervento tanto che a livello nazionale si inizia a parlare di un “modello Napoli” individuato come buona pratica di lavoro sociale di rete con i minori stranieri
non accompagnati. Il 2011 si caratterizza, come altrove, per l’emergenza Nord Africa e l’arrivo di centinaia di adolescenti dalla Libia e dalla Tunisia. Negli ultimi due o tre anni
conclusa la fase dell’emergenza, e in concomitanza con alcune riorganizzazioni del comune capoluogo, ci si è ritrovati in una nuova fase per certi versi più complessa e con minore capacità di coordinamento del passato. Sono state realizzate quindici interviste a minori soli (o giovani arrivati in Campania ancora minorenni) di diversa provenienza e con diversi vissuti e progetti. Il quadro è stato arricchito dai dati, pochi in realtà, disponili sulle segnalazioni, sulle prese in carico dei minori stranieri non accompagnati. Le storie di questi giovani migranti, analizzate nel terso capitolo, consentono di ascoltare le voci di chi ha affrontato il viaggio e, più in generale, l’esperienza migratoria in solitudine o con compagni (talvolta cattivi compagni)
incontrati lungo la strada o all’arrivo. Le loro “scelte”, le paure e le speranze, così come i legami con la famiglia e le sensazioni di smarrimento e solitudine sono tra gli elementi
che più ricorrono nelle interviste.
Il lavoro si conclude con un approfondimento giuridico sulla condizione di minore straniero non accompagnato.
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LO SFRUTTAMENTO LAVORATIVO DEI E DELLE MIGRANTI IN CAMPANIA
Il presente rapporto ha come finalità quella di indagare le differenti modalità e le forme con cui a Napoli e in Campania si manifesta lo sfruttamento del lavoro degli immigrati e delle immigrate. Uno sfruttamento che assume densità differenti, a volte con caratteristiche simili a quelle di migliaia di lavoratori italiani, soprattutto in agricoltura ed edilizia, altre volte con condizioni ed elementi specifici, in alcuni casi così aspri e duri da rendere possibile la definizione di “lavoro gravemente sfruttato” e “lavoro para-schiavistico”
Ma in ogni caso, e indipendentemente dai livelli e dalle condizioni, sono situazioni quasi sempre confuse e sommerse perché fanno parte di un mercato del lavoro diffusamente caratterizzato non solo da forme di lavoro nero o irregolare ma anche da condizioni di elevato sfruttamento e scarse possibilità contrattuali per l’insieme dei lavoratori e delle lavoratrici. Una condizione che gli effetti della crisi hanno ulteriormente inasprito, affollando a dismisura gli ambiti lavorativi più precari e rendendo difficile definire con precisione le intensità e i differenti gradi dello sfruttamento.
Il rapporto si articola in tre parti. Nella prima viene messa a fuoco la cornice teorica, passando in rassegna definizioni e normative nazionali e comunitarie relative alla tratta e allo sfruttamento dei migranti sui luoghi di lavoro. Nella seconda si passa alla definizione del contesto territoriale e quindi all’analisi dei principali elementi che caratterizzano il lavoro migrante in Campania, con una specifica attenzione ai settori del mercato del lavoro in cui tale presenza è più consistente, alle forme e alle modalità di sfruttamento, alla descrizione delle principali violazioni, sia per quanto riguarda le tutele e le norme del lavoro, sia per quel che concerne i diritti umani e sociali.
Infine, nella terza parte si procede per focus tematici, suddivisi per i principali ambiti di lavoro che accolgono manodopera migrante e per i quali si ha notizia di importanti dinamiche di sfruttamento. Infine, nelle conclusioni sono presi in considerazione i problemi aperti e le possibili indicazioni di policy in materia.
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