L’immigrazione in Campania

Cittadini stranieri residenti in Campania SCARICA IL PDF
La popolazione straniera residente in Italia è pari a circa 4.400 mila persone (Istat, 2013), le donne rappresentano il 53% del totale. In Campania risiede il 3,9% degli stranieri rispetto all’intera penisola con poco più di 170 mila stranieri residenti di cui il 57% sono donne.

Nella regione i cittadini stranieri non sono distribuiti in maniera uniforme, ma, come nel passato, continuano a concentrarsi prevalentemente nelle aree costiere: la provincia di Napoli da sola, difatti, rappresenta quasi il 50% del collettivo con quasi 83 mila residenti stranieri. La seconda provincia per dimensione della collettività è quella di Salerno con oltre 38 mila persone, mentre a Caserta la presenza straniera è pari a più di 33 mila persone, queste due realtà provinciali assieme rappresentano il 42% del totale (rispettivamente il 22 ed il 20%). Avellino e Benevento si ripartiscono il restante 10% (rispettivamente circa il 6% ed il 4%) ponendosi come le province con la minore presenza straniera.

L’incidenza della popolazione straniera sul totale dei residenti è pari al 7,4% a livello nazionale. Tale quota è massima nel Nord-est (10,1%), dove poco più di un residente su dieci è straniero, mentre è leggermente inferiore nel Nord-ovest (9,7%) e nel Centro (9,1%). Nel Mezzogiorno, invece, l’incidenza è intorno al 3% (3,1% nel Sud, 2,6% nelle Isole).

L’incidenza della presenza straniera sul totale dei residenti presenta un valore percentuale pari al 3% in Campania, in linea con il dato del Mezzogiorno, e quindi decisamente più basso rispetto a quello nazionale. Le sole province campane che presentano un incidenza di stranieri iscritti in Anagrafe superiore al dato regionale sono Caserta e Salerno (rispettivamente 3,7% e 3.5%), mentre Napoli, a fronte di valori assoluti di una certa entità, la quota di stranieri sul totale dei residenti è solo del 2,7%, di poco superiore a quanto si osserva in relazione alle province interne.

L’immigrazione straniera in Campania seppur presenta un’incidenza decisamente più modesta rispetto al dato nazionale, ed in particolare alle regioni del Centro nord, continua a crescere significativamente, ed anche più velocemente, rispetto al dato nazionale. Infatti in Campania nel corso del 2012 vi è stato un aumento, rispetto all’anno precedente, pari al 12%; la provincia che ha registrato la maggiore crescita è stata quella di Napoli (15%), superiore al 10% è anche l’aumento a Salerno (11,7%). Più modeste sono, invece, le percentuali di crescita a Caserta (9,4%) e Avellino (9,2%), le quali, però, restano superiori alla media nazionale (8,2%). Il valore più basso è quello di Benevento in cui l’aumento, pari al 7,5%, della percentuale rispetto al 2012 è inferiore alla media nazionale.

L’iscrizione anagrafica per nascita interessa in termini assoluti soprattutto le province campane dove la presenza straniera residente è più consistente, ricalcando di fatto la graduatoria delle province sulla base della numerosità della presenza.

Il dettaglio dell’incidenza dei cittadini stranieri iscritti per nascita sul totale dei residenti stranieri evidenzia differenze non trascurabili tra il dato nazionale, dove gli iscritti per nascita incidono per quasi il 2% del totale, e quello relativo al solo territorio campano, che riporta invece un’incidenza dell’1,3%.

Anche questo dato mostra variazioni se si considerano distintamente le cinque province: è Salerno la provincia con l’incidenza più alta (1,5%), mentre Avellino presenta quella più bassa, inferiore di mezzo punto percentuale. Da notare la coincidenza dei valori percentuali relativi a Napoli e Benevento (1,2% per entrambi), province nelle quali, come si è visto, il numero di residenti stranieri varia in maniera considerevole. Ciò denota una marcata propensione della popolazione straniera insediatasi in provincia di Benevento a metter su famiglia durante l’esperienza migratoria. L’incidenza degli iscritti per nascita in provincia di Caserta si pone, infine in linea con il dato complessivo regionale.
Differenze interessanti tra territori diversi si osservano anche in relazione alla percentuale degli straneri iscritti per nascita sul totale dei nati. Il dato più evidente è il valore riferito alla nazione, pari al 15%, e la sua differenza rispetto a quanto si osserva in relazione alla Campania (4%) ed alle sue cinque province, dove la quota più consistente di nascite di stranieri si ha nel Salernitano e, a seguire, in provincia di Caserta. Napoli e le province interne presentano, ancora una volta valori percentuali simili a fronte di note differenze di valori in termini assoluti.

Un cenno, infine, alle acquisizioni di cittadinanza italiana da parte di cittadini stranieri nel corso del 2012. In termini assoluti, al di là dell’andamento del numero di acquisizioni che, come è immaginabile, segue la distribuzione della presenza straniera nei diversi territori, ciò che è interessante è la differenza della quota in base al genere, con una prevalenza di donne sul totale delle acquisizioni, osservabile su tutti i contesti considerati, anche se con differenze da provincia a provincia.

Prendendo invece in considerazione le percentuali di distribuzione del totale campano sulle singole province si conferma il primato della provincia napoletana, che ha concentrato il 40% del totale delle acquisizioni di cittadinanza italiana. La rimanente quota si distribuisce abbastanza equamente sulle province di Salerno, Caserta ed Avellino, che mostrano valori tra il 16 e il 17,3%, e la provincia di Benevento che ha un valore prossimo al 10%.

L’analisi della presenza di donne straniere è particolarmente interessante per delineare il fenomeno migratorio in un dato territorio. A questo proposito, l’incidenza della popolazione straniera femminile sul totale dei residenti stranieri è pari al 53,1% a livello nazionale per cui il genere femminile prevale su quello maschile anche se il differenziale rimane, tutto sommato, relativamente contenuto.

Anche se guardiamo la ripartizione territoriale in Italia le donne risultano sempre prevalenti, l’incidenza femminile è massima nel Mezzogiorno (55,6% al Sud), segue il Centro (53,8%) ed infine si pongono all’ultimo posto della graduatoria le due ripartizioni che compongono l’Italia settentrionale con valori inferiori alla media nazionale (52,7% nel Nord-est ed il 52,4% nel Nord-ovest). Scendendo al dettaglio regionale la Campania intercetta valori decisamente elevati rispetto a gran parte dell’Italia e poco più di un punto percentuale superiore al dato dell’intero Mezzogiorno.

Cartogramma dell’incidenza delle donne straniere residenti su totale stranieri residenti. Campania, 2013.

In Campania l’incidenza femminile è,infatti, del 56,8%, il valore è dunque superiore al dato nazionale che, invece, è pari al 53%. Sono Avellino e Benevento le province in cui l’incidenza delle donne è maggiore all’interno della regione (rispettivamente pari al 62,6% e al 61,9%), i valori sono superiori alla media nazionale quasi del 10%. Al terzo posto nella graduatoria tra le province con l’incidenza femminile più alta è Napoli con il 58% (nel comune di Napoli questa incidenza è ancora più marcata). L’indicatore a Salerno è pari al 55,8%, anch’esso superiore alla media nazionale pur essendo la penultima provincia per presenza straniera femminile.
Osservando il rapporto di mascolinità, calcolato a partire dai dati del 15° Censimento della popolazione si può distinguere l’incidenza di genere per singole classi d’età. Sia la regione Campania sia le singole province manifestano la maggiore incidenza femminile in corrispondenza dell’intervallo 60-69 anni.

Rapporto di mascolinità della popolazione straniera residente per provincia. Campania, 2011. Valori percentuali

E’ interessante osservare che per Avellino e Benevento, che come già osservato sono i territori in cui la presenza femminile incide di più, sono i territori in cui l’indice è particolarmente alto in corrispondenza delle età lavorative più giovani (20-49 anni). Il rapporto di mascolinità di Napoli e Salerno è quello che è più vicino alla media regionale mentre, infine, Caserta presenta i valori più favorevoli alla presenza maschile in corrispondenza delle età lavorative e, dunque, una inferiore incidenza della presenza femminile straniera.

La composizione per classi di età
Una lettura della composizione per classi di età degli stranieri residenti è possibile farla a partire dai dati relativi all’ultimo censimento della popolazione.
Un primo dato interessante è quello relativo al confronto tra italiani e stranieri distinti per classi decennali d’età, sia sull’intero territorio nazionale sia con riferimento alla sola regione della Campania. A questo proposito si osserva, infatti, che la popolazione italiana ha una distribuzione sicuramente più omogenea rispetto a quella straniera; allo stesso modo in entrambe le ripartizioni territoriali la presenza straniera si concentra tra i 20 e i 49 anni e, dunque, nelle età lavorative relativamente più giovani (con riferimento all’intera penisola in questa classe d’età gli stranieri rappresentano il 61% del totale mentre in Campania essi sono circa il 64% del totale). Tutto sommato i valori osservati in Campania non si discostano di molto da quelli nazionali, le maggiori differenze sono registrate nella classe 0-9 anni in cui in Italia gli stranieri rispetto ai campani sono il 5% in più e nella classe 40-59 anni in cui in Italia gli stranieri sono, invece, circa il 5% in meno.

La percentuale di minori stranieri residenti rispetto al totale di stranieri residenti in Campania è del 17,9%, dunque sensibilmente più bassa rispetto a quanto rilevato a livello nazionale, dove tra i residenti stranieri uno su quattro è minorenne, sia in riferimento alle partizioni territoriali, laddove sia nel Nord-ovest che nel Nord-est la quota di minori residenti supera il 27% e nel Centro si attesta sul 23,5%. Differenze più contenute si rilevano rispetto alla quota rilevata al Sud (20,8%), mentre una differenza di segno opposto, sebbene irrisoria, si registra solo in relazione al dato delle Isole.

Considerando l’incidenza della componente minorile sul totale degli stranieri residenti in Campania e nelle diverse province, Napoli, Benevento e Salerno hanno percentuali molto vicine rispetto al valore regionale e sono tutti valori molto vicini al 16%.

Le province in cui la presenza straniera minorenne è più forte sono Caserta e Avellino i cui valori superano il 16,5%. I dati dunque confermano una presenza straniera minorenne contenuta, il che conferma che è nelle età lavorative (anche se in particolar modo nelle classi d’età più giovani di tale componente) che si concentra la presenza straniera residente.
L’impatto dei minori stranieri residenti sulla popolazione italiana minorenne residente relativo all’intera regione è del 2,2%E’ Salerno ad avere la percentuale più alta (2,8%) e segue subito dopo Caserta (2,7%). Valori più bassi dello 0,5% sono quelli di Avellino (2,5%) ed ancora più bassi sono i valori di Benevento (1,9%) e Napoli (1,8%) i cui valori sono inferiori alla media regionale. Il dato osservato ci mostra che in tutte le province il numero di minorenni stranieri è di molto inferiore rispetto a quello della popolazione autoctona benché in generale la struttura per età della popolazione straniera sia più giovane di quella italiana.

Le piramidi delle età della regione Campania e delle sue cinque provincie evidenziano tutti gli elementi fin qui considerati. In tutte queste ripartizioni, difatti, è confermata la prevalenza femminile, in particolare nelle classi d’età lavorative più giovani (20-49 anni) nelle quali, per giunta, si concentra la gran parte della popolazione straniera residente totale (la quale è significativamente più giovane rispetto alla corrispondente popolazione italiana residente), mentre, infine, si evince anche una ridottissima presenza della popolazione straniera nelle età maggiori ai 75 anni.

Piramidi delle età della popolazione straniera residente per provincia. Campania, 2011. Valori percentuali

L’età media in Campania è di 32 anni per gli uomini e di 37 anni per le donne. I valori provinciali non mostrano particolari differenze rispetto a quelli della Campania. A livello provinciale è Napoli a determinare le età più elevate sia per gli uomini (32 anni) che per le donne (37anni). Le straniere con età media più giovane, invece, risiedono a Caserta (35 anni) mentre gli stranieri più giovani risiedono ad Avellino (31 anni).

Stranieri soggiornanti
I dati sui residenti stranieri aggiornati al 2013 dall’Istat non sono attualmente disponibili per paese di cittadinanza, per avere quindi un quadro delle provenienze è necessario riferirsi ai soggiornanti alla stessa data. Tuttavia occorre ricordare che i due universi (residenti stranieri e soggiornanti stranieri) non coincidono in quanto i residenti fanno riferimento a tutti coloro che sono iscritti all’anagrafe con cittadinanza non italiana (comunitari e neo comunitari compresi) e di tutte le età, mentre il dato sui soggiornanti registra chi è in possesso di permesso di soggiorno e quindi gli ultraquattordicenni (pochi sono infatti i minori di 14 anni con un proprio permesso di soggiorno) extracomunitari (non sono quindi conteggiati in questo caso i migranti provenienti da paesi neo comunitari: rumeni, polacchi, bulgari ecc.).
Dagli ultimi dati disponibili sulla presenza regolare degli immigrati in Italia si rileva che gli stranieri (non comunitari soggiornanti) in Italia sono 3.764.236. Di essi il 31% proviene dal continente europeo. La seconda presenza per incidenza sul totale, a poca distanza, è quella Africana (-1%), ma indicativa è anche la percentuale di Asiatici che rappresentano poco più di un quarto del totale. Gli stranieri provenienti dal continente americano sono la penultima collettività soggiornante in Italia per numerosità, sebbene la loro presenza sul totale superi il 10%.

In merito alla distribuzione territoriale di queste collettività immigrate, in valori assoluti è nel Nord-ovest che si trova la maggiore presenza di stranieri non comunitari soggiornanti sul territorio (1.388.170 persone) segue il Nord-est (1.060.999persone) e il Centro(871.147 persone). Il Mezzogiorno si pone dunque all’ultimo posto con un ammontare che è circa la metà del Centro e un terzo della ripartizione Nord-ovest (443.920 persone).
La distribuzione Nord-Centro-Sud della presenza straniera, distinta per macroaree di provenienza, evidenzia che nella sola area del Mezzogiorno si riproducono le tendenze presenti a livello nazionale, con le comunità europee al primo posto per numerosità, seguite dagli Africani e dagli Asiatici. Differenze rispetto al dato nazionale si rilevano piuttosto riguardo all’incidenza delle singole macroaree di provenienza sul totale. Infatti, gli Europei incidono per il 39,6% (+8,1% rispetto al dato nazionale); la comunità africana segue con il 27,4% e quella asiatica con il 25,5%). Anche su questo territorio si conferma la scarsa presenza dei provenienti dal continente americano (7,4%) e della quasi totale assenza degli stranieri soggiornanti provenienti dall’Oceania (0,1%).
Diversamente dalle percentuali osservate per l’intera Italia e per la ripartizione Sud, in Campania la seconda comunità soggiornante è quella degli Asiatici che rappresentano più del 27% (pari a poco meno di 40mila stranieri). La presenza degli Africani rimane comunque rilevante e di poco inferiore al 25%. Anche in Campania la collettività americana è la penultima per presenza sul territorio con poco meno di 14mila persone pari al 9,6%.
La tabella che segue mostra anche che in Campania soggiorna il 3,8% degli stranieri regolarmente soggiornanti nell’intero territorio nazionale.

E’ dall’Ucraina che proviene la maggior parte dei soggiornanti non comunitari in Campania, in effetti poco meno di 3 soggiornanti su 10 provengono da questa nazione. I marocchini occupano il secondo posto pur essendo, in valori assoluti, meno della metà della comunità ucraina; essi ammontano a poco meno di 17mila stranieri e rappresentano l’11,6% del totale. Altre due comunità molto rilevanti sono quelle dello Sri Lanka e della Cina, entrambi presentano ammontari assoluti superiori alle 10mila unità (rispettivamente 11.995 e 10.718 soggiornanti) che rappresentano l’8,3% e il 7,4% del totale. Seguono gli albanesi (4,4%) e gli statunitensi (3,9%) che superano le 5 mila persone ciascuno.

Prendendo in considerazione la ripartizione per genere del totale dei soggiornanti in Italia e in Campania, il dato più interessante che si rileva è che nell’intera nazione vi è un sostanziale equilibrio tra i sessi, con le donne che rappresentano una quota leggermente minoritaria (49%). In Campania, invece, esse sono più della metà del totale (53%). Questo relativo equilibrio nasconde importanti differenze rispetto alle diverse macroaree di provenienza. I soggiornanti stranieri non comunitari provenienti dall’Europa manifestano un’incidenza femminile particolarmente alta in Campania, pari al 73% (il dato testimonia anche di un’immigrazione Ucraina a prevalenza femminile) pari a circa il +20% rispetto alla media nazionale. Più alta è solo la percentuale femminile in Oceania la quale, però, è poco rilevante dato che l’indicatore è influenzato dalla bassissima presenza di tale comunità straniera soggiornante in Campania.

Al terzo posto per presenza femminile in Campania si pongono gli americani (68%) la cui percentuale è alquanto simile a quella che si osserva per l’intera Italia (-5%). Interessanti sono, infine, i dati che caratterizzano i provenienti dall’Asia e, ancor più, dall’Africa poiché è in corrispondenza di questi due continenti di provenienza che la presenza maschile supera quella femminile. Nel dettaglio, l’incidenza delle donne per la comunità africana è del 29% il che significa che ci sono tre donne ogni dieci persone a fronte di una media nazionale più alta dell’11%. Con riferimento alla comunità asiatica l’incidenza femminile in Campania è del 42%, essa è molto simile al valore nazionale (-3%), ma, come si diceva in precedenza, anche in questo caso il valore manifesta una prevalenza di uomini, seppur ben meno netta che quella individuata per la comunità africana.

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