Volontariato: il ruolo attivo dei migranti in Italia. Uno sguardo al progetto VAI

Volontariato: il ruolo attivo dei migranti in Italia. Uno sguardo al progetto VAI

 

Di frequente si parla di volontariato in riferimento a forme di intervento a favore delle persone di origine straniera, di rado ci si riferisce al loro impegno in prima persona come volontari. Per la prima volta è stata portata a termine un’indagine specifica sull’argomento promossa da CSVnet e realizzata dal centro studi Medì di Genova con la direzione scientifica del sociologo Maurizio Ambrosini.

 Tra il 2018 e il 2019 sono stati raccolti 658 questionari e più di 100 interviste approfondite in 163 città italiane coinvolgendo migranti provenienti da 80 diversi paesi. I risultati sono molto interessanti e ci restituiscono una fotografia della situazione in Italia. I primi dati ci mostrano che il 52% dei volontari di origine straniera è di sesso femminile, ha un’età media tra i 20 e i 35 anni e risulta pienamente inserito nella società: il 42% possiede la cittadinanza italiana, 6 su 10 lavorano e 8 su 10 hanno un livello di istruzione medio alto; il 41% possiede una laurea mentre i diplomati si attestano al 36%.

Sui motivi per cui si inizia a fare volontariato prevale la volontà di allargare la rete dei rapporti sociali, infatti il 39% risponde “per farsi nuovi amici”, seguito da “sentirsi integrati nella società” (35%), “sentirsi meglio con se stessi”, insieme “all’essere più informati“ e “acquisire un modo nuovo di vedere le cose” (entrambe al 22%). Per il 98,5% degli intervistati l’esperienza di attivismo cambia la vita, anche se non mancano le difficoltà. Tra gli aspetti che possono ostacolare l’impegno nella solidarietà c’è la scarsa conoscenza delle proposte di volontariato (17%) e poca dimestichezza con la lingua italiana (14%), mentre l’11% dei casi segnala la possibilità di discriminazione e razzismo insieme a una generale chiusura delle associazioni rispetto a chi è diverso.

Proprio per eliminare questi ostacoli e rafforzare il ruolo delle attività di volontariato per l’integrazione della popolazione migrante è nato il progetto europeo VAI – Volunteering among immigrants (Volontariato tra i migranti). I Paesi coinvolti nel progetto sono Italia, Grecia, Austria e Germania, con 10 partner che vanno da rappresentanti del mondo accademico, a quello del volontariato dall’amministrazione locale alle ONG attive nel settore dell’immigrazione, da un’associazione culturale per la tutela dei diritti delle minoranze e da una stazione radio.

In Italia sono coinvolte l’Università della Calabria e Cidis Onlus, che da anni opera per rendere più inclusivo il mondo del volontariato. Proprio Cidis si è occupata di coinvolgere ragazzi e ragazze appartenenti a diverse comunità, tra immigrati, richiedenti asilo e community mobilizers, da inserire in un ciclo di incontri formativi con l’obiettivo di orientare e formare i partecipanti. Il progetto vuole offrire un’occasione di integrazione, sia a livello linguistico che sociale, a tutti quei cittadini stranieri che hanno intenzione di impegnarsi nel volontariato sociale. 

I primi incontri sono dedicati alla presentazione delle associazioni di volontariato nel territorio umbro e all’incontro tra queste e gli aspiranti volontari. L’iniziativa risponde proprio ad una delle difficoltà emerse nel sondaggio quella di abbattere il muro, che ancora esiste, tra associazioni e volontari stranieri, favorendo l’incontro e il confronto.  Nella seconda fase i partecipanti, supportati dai tutor, avranno il compito di produrre progetti (personali o di gruppo), che contribuiranno alle attività delle organizzazioni o costituiranno attività di volontariato a sé stanti. 

Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito di Cidis Onlus