“Together”, a Bergamo l’opera con la coperta isotermica dei migranti

Fino al prossimo 1° settembre, l’ex Ateneo di Scienze, Lettere e Arti a Bergamo sarà la sede dell’installazione Together, dell’artista Fabrizio Dusi.

L’opera ripropone un simbolo divenuto protagonista di diverse opere d’arte contemporanee: la coperta isotermica dorata usata per proteggere dal freddo i migranti salvati in mare.

Ricoprendone le pareti dell’ex Ateneo bergamasco, e decorandola con centinaia di visi anonimi nell’atto  di comunicare, Dusi ha voluto rendere il luogo un “santuario della fratellanza”. I volti, per l’autore, rappresentano le moltitudini che attraversano le nostre città. Persone vissute talvolta come minaccia, spesso come estranei: per l’artista, è solo nei rapporti umani, nella conoscenza del prossimo, che si trova l’antidoto alla solitudine dei nostri tempi, e l’installazione infatti diventa un luogo dove immergersi, riscoprire se stessi e gli altri, tutti salvati dalla “coperta della sopravvivenza”.

La mostra, ad ingresso gratuito, rientra nelle iniziative del Comune di Bergamo per le celebrazioni del centenario di Sant’Alessandro. È visitabile dal lunedì al venerdì dalle 16.00 alle 19.00 e nel fine settimana dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 16.00 alle 19.00.

Fabrizio Dusi è nato a Sondrio nel 1974, vive e lavora a Milano. In circa dieci anni di attività ha fatto importanti mostre personali con un forte valore sociale, tra le ultime installazioni: maipiùfascismo alla Fondazione Feltrinelli di Milano, in occasione dei 100 anni della nascita del Partito dei Fasci,  e 1938 Don’t Kill alla Casa della Memoria di Roma, in occasione della ricorrenza degli 80 anni dalle leggi razziali.