Storie di (stra)ordinaria accoglienza. L’esperienza di Maria Antonietta Serino

Incontriamo Maria Antonietta Serino, medico di Caserta, che ha dedicato la sua vita e la sua storia professionale alla cura e all’accoglienza dei più deboli. L’intervista ha avuto luogo pochi giorni dopo l’ufficializzazione da parte del Tribunale del provvedimento di affido di Fulfilment, diciassettenne nigeriana partecipante a Mai più soli!.

La dottoressa Serino ha negli anni aperto la propria casa a molte esperienze d’accoglienza a giovani o giovanissimi stranieri (“Ho sempre pensato che la mia casa fosse troppo grande per una persona sola, “chiena di vacanteria” – piena di vuoto). Alcune di queste esperienze si sono rivelate anche molto impegnative per via delle condizioni di salute dei minori o per via di background particolarmente drammatici o problematici.

Stranieri in Campania: Dottoressa, come è venuta a conoscenza del progetto e come ha deciso di parteciparvi?

Maria Antonietta Serino: Dopo un lungo periodo in cui ero sola, ho letto per caso su internet la richiesta di disponibilità per l’accoglienza di minori stranieri non accompagnati. Compilato il modello, sono stata ricontattata dopo qualche mese dal Cidis. Dopo 6 mesi di conoscenza, siamo riusciti ad ottenere l’affido.

SiC: Oggi, l’accoglienza un migrante assume un valore particolare ma la sua è una storia di accoglienza non comincia qui.

MAS: Ma guardi, già da 30 anni fa, con l’arrivo in provincia dei primi immigrati dall’Africa, insieme ad alcuni colleghi e a strutture della chiesa, aprimmo un ambulatorio per le prime cure, una scuola di italiano, corsi di formazione culturale. L’impegno per l’accoglienza quindi parte già da lì, c’è sempre stato. Ho anche svolto volontariato per Emergency a Castel Volturno con i migranti.

Commentiamo insieme quanto riportato nel corso degli ultimi mesi da vari organi di stampa: discriminazioni o vere e proprie minacce a famiglie italiane che hanno adottato o hanno in affido ragazzi stranieri “All’inizio, nelle passate esperienze, alcuni miei pazienti italiani entrando in casa magari reagivano negativamente, ma li ho sempre messi al loro posto! Devo dire che a parte alcuni di questi casi sporadici non ho mai registrato discriminazioni né in città né altrove”, ci racconta la Serino, prima di proseguire con la nostra conversazione.

SiC:  L’affido comporta sicuramente impegno pratico e un investimento emotivo, che consigli si sente di dare a chi si approccia a questa esperienza?

MAS:  Al di là del bisogno di affetto, credo sia necessario realizzare una cosa molto importante: questi ragazzi vanno aiutati nel realizzare il loro progetto di vita. Dare accoglienza risulta certo in una ricezione di affetto ma bisogna avere ben chiaro che poi bisognerà lasciarli andare, fargli prendere la propria strada. Inoltre, dobbiamo partire dalla consapevolezza che comunque vengono da esperienze, situazioni, culture completamente diverse dalle nostre e questo bisogna accettarlo senza volergli imporre un modo d’essere. Bisogna capire che questi ragazzi vanno accompagnati a realizzare il loro progetti di vita.

Sic: Dottoressa, mi sembra chiaro che consiglierebbe questa esperienza.

MAS: Sicuramente sì.

Una risposta tanto netta quanto chiara. Raggiungiamo Fulfilment che durante il nostro colloquio era impegnata a studiare in cucina. “È molto brava” ci dice salutandoci Maria Antonietta Serino, che ci accenna anche alla futura festa per i diciotto anni della ragazza. Una famiglia in fondo ordinaria, nella sua straordinarietà.

Mai più soli! è un progetto di cui Cidis Onlus è capofila finanziato dalla fondazione Never Alone. Prevede, tra le altre attività, l’affido in famiglia di minori stranieri non accompagnati o l’accoglienza per neo maggiorenni.

 

Per saperne di più è possibile consultare la pagina del progetto sul sito di Cidis Onlus (cliccando qui) oppure spedendo una mail a accoglienzaminori@cidisonlus.org