Rinnovato il “Memorandum Italia-Libia”, l’Italia chiede modifiche

Rinnovato il “Memorandum Italia-Libia”, l’Italia chiede modifiche

Lo scorso 2 febbraio è stato rinnovato automaticamente il cosiddetto “Memorandum Italia-Libia”, firmato nel 2017 con il governo di unità nazionale riconosciuto dall’ONU guidato da Fayez al Serraj.  L’accordo, prorogato automaticamente alle stesse condizioni, sarà valido altri tre anni. Si tratta di un documento stipulato durante il governo Gentiloni (in carica dal 12 dicembre 2016 al 1º giugno 2018), che i successivi governi Conte  I e Conte II hanno  successivamente mantenuto.

Cos’è il Memorandum

Il documento diplomatico costituisce un intesa diplomatica con lo scopo di regolare le relazione tra Italia e Libia in tema di immigrazione. Uno dei punti cruciali è la collaborazione con la Guardia Costiera del paese nordafricano, accusata da numerose Ong, esperti e da diverse agenzie delle Nazioni Unite di violazione sistematica dei diritti umani, detenzione e traffico di essere umani in collaborazione (se non in sovrapposizione) con gli stessi trafficanti. Altro nodo fondamentale la creazione dei cosiddetti “centri di accoglienza”, dove l’UNHCR stima siano attualmente recluse circa 47.000 persone richiedenti asilo. Numerose inchieste di agenzie internazionali, non governative e testate internazionali hanno dimostrato che in questi centri i migranti sono torturati, stuprati e usati come oggetto di richieste di riscatto alle loro famiglie.

Prima della scadenza del Memorandum, e quindi del suo automatico rinnovo, molte ONG si erano apertamente espresse per la sua sostanziale modifica (tra queste, Human Rights Watch, Amnesty Internationa, Medici Senza Frontiere, Mediterranea Saving Humans, il consorzio di associazioni Io Accolgo). Anche il Consiglio d’Europa – organizzazione internazionale che si occupa di diritti umani, da non confondere con il Consiglio Europeo della UE – si era appellato all’Italia per bloccarne la il rinnovo.

La proposta italiana di modifica

Il 9 febbraio, il Governo italiano ha diffuso – tramite il Ministero degli Esteri e della Cooperazione Internazionale – un brevissimo comunicato stampa nel quale informa dell’invio di una nota alle autorità libiche per richiedere un aggiornamento del Memorandum.

“Il testo  – si legge nella nota – introduce significative innovazioni per garantire più estese tutele ai migranti, ai richiedenti asilo ed in particolare alle persone vulnerabili vittime dei traffici irregolari”. Nel comunicato, si fa inoltre riferimento al rispetto dei principi della Convenzione di Ginevra, del diritto internazionale e dei diritti umani. Oltre ad auspicare un maggiore coinvolgimento di ONU, UNHCR e OIM in Libia.

La nota ufficiale inviata al governo libico non è stata diramata. 

In un’intervista televisiva al programma di Rai2 Che tempo che fa,  anche la Ministra dell’Interno Luciana Lamorgese aveva parlato della necessità che “l’ONU e l’UNHCR e l’OIM vengano non soltanto valorizzate ma anche aiutate nella gestione dei centri”.

Nel frattempo, l’UNHCR ha sospeso il 30 gennaio scorso le proprie attività nel centro di accoglienza di Tripoli, per via delle attività militari legate alla guerra civile in corso nel paese. Jean-Paul Cavalieri, capomissione dell’UNHCR in Libia ha dichiarato “temiamo che l’intera area possa diventare un obiettivo militare, mettendo ulteriormente in pericolo le vite dei rifugiati, richiedenti asilo e altri civili”.