Reddito di cittadinanza, per i migranti extra UE domande bloccate da aprile

Reddito di cittadinanza, per i migranti extra UE domande bloccate da aprile

 

Attraverso una circolare dello scorso 5 luglio, l’Inps ha diramato nuove istruzioni sull’elaborazione delle domande di Reddito di cittadinanza che hanno effetto, tra gli altri, sui cittadini stranieri provenienti da paesi extra UE.

L’Istituto ha recepito le modifiche apportate alla normativa concernente il Reddito di cittadinanza dalla legge di conversione n. 26 del 28 marzo 2019. Si legge nel testo della circolare: “Particolare attenzione, ai fini dell’accoglimento della richiesta del beneficio Reddito di cittadinanza/Pensione di cittadinanza, va posta in ordine alle previsioni […] secondo cui i cittadini di Stati non appartenenti all’Unione europea devono produrre una certificazione rilasciata dalla competente autorità dello Stato estero, sui requisiti di reddito e patrimoniali, nonché sulla composizione del nucleo familiare. La norma prevede che la certificazione debba essere presentata in una versione tradotta in lingua italiana e legalizzata dall’autorità consolare italiana (che ne attesta la conformità all’originale)”. In sostanza, la legge oggi  prevede che i migranti debbano presentare all’atto della domanda di sussidio documenti  del paese di origine che attestino la mancanza di redditi e patrimonio in patria.

La stessa Inps chiarisce che queste disposizioni non si applicano in alcuni casi specifici: per quanti in possesso dello status di rifugiato politico, qualora convenzioni internazionali dispongano diversamente e infine nei confronti di cittadini di Stati non appartenenti all’Unione europea nei quali è oggettivamente impossibile acquisire le certificazioni.  È però proprio in merito all’individuazione dei tali paesi che sorgono le difficoltà: ad oggi i ministeri del Lavoro e degli Esteri non hanno divulgato la lista degli stati esentati. Recependo questa assenza, l’Inps ha quindi annunciato il congelamento di tutte le domande pervenute da parte di cittadini extra UE a partire da aprile: “Ciò posto, nelle more dell’emanazione del citato decreto attuativo, l’Istituto ha provveduto a sospendere l’istruttoria di tutte le domande presentate a decorrere dal mese di aprile 2019 da parte di richiedenti non comunitari.”.

Tutto bloccato quindi: i richiedenti extracomunitari – pur se nel pieno diritto di ottenere la misura in quanto regolarmente residenti da più di un decennio e con gli idonei requisiti economici – non percepiranno l’agognato aiuto, almeno fino a quando le istituzioni competenti non avranno pubblicato i decreti attuativi con tutti i chiarimenti del caso, ristabilendo così l’eguale godimento dei diritti da parte di tutti i cittadini residenti in Italia.