Radio Antenna Migrante

Radio Antenna Migrante è una web radio in cammino, spinta da curiosità se ne va in giro a raccogliere suoni e parole in grado di raccontare la varietà multiculturale della Campania.

Un canale radio tematico per esercitarsi ad “aguzzare la vista”, cogliere le differenze e leggere le sfumature per poterne cogliere la bellezza. Le produzioni radiofoniche inizieranno a maggio e seguiranno tre linee: Orizzonti: fotografie sonore, interviste e spaccati di vita dalla viva voce dei cittadini stranieri residenti in Campania, Sentieri: percorsi informativi tematici per approfondire risorse e criticità che caratterizzando l’universo multiculturale del territorio regionale e Radure: dirette streaming dai presidi di accoglienza e dagli eventi culturali che arricchiscono il dibattito tra culture diverse.

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PUNTATE


Racconto di Radio RAM
Lunedì 11 alle 19:00 nell’aula consiliare del Comune di Bellizzi c’è stato un incontro sul tema “Nuove
Italianità”. Etichetta vuole che si debba iniziare così il racconto, ma in verità l’accogliente sala comunale si è
trasformata per alcune ore in un’agorà, una piazza aperta di discussione e incontro dove la distinzione tra
relatori e uditorio era quasi una questione puramente architettonica, di disposizione delle sedie. Non è per
sminuire il lavoro di nessuno, anzi, è per sottolineare l’alto livello di coinvolgimento che si poteva respirare
tra i sorrisi e gli abbracci. Una festa insomma, qualcosa di più simile ad un concerto rock che non ad un
convegno. e questo è stato solo l’ingresso nella sala, quando sono iniziati gli interventi l’attenzione e
l’ascolto erano decisamente alla massima potenza. La regia organizzativa dell’associazione Ubuntu – Nuove
Generazioni Italiane ha portato nel programma contributi appassionati in grado mescolare aspetti tecnici,
specifici assieme al racconto delle esperienze dirette su campo. Una tavolozza di colori che alla fine si è
rivelata perfetta, nei tempi e nei modi, per offrire ai tanti presenti un disegno completo del concetto di
“nuove italianità”.
La magistrale moderazione di Giuseppe Grimaldi (Frontiera SUD) ha sicuramente permesso di navigare
dolcemente tra i diversi interventi. I saluti istituzionali del sindaco Domenico Volpe hanno offerto la cornice
più adeguata al disegno che si stava delineando. è raro in questo periodo storico ascoltare un sindaco che
parli di accoglienza, della volontà di costruire una nuova moschea in un posto più bello rispetto a quello di
ora, di considerare la varietà culturale come una ricchezza e non come una minaccia a non si sa bene cosa.
Il Comune di Bellizzi è il comune più giovane della provincia di Salerno, esiste come comune da circa vent
anni, Domenico Volpe ne ha memoria storica e in questi anni può dimostrare di quanto possano migliorare
la qualità della vita di una comunità se si ragione in un’ottica di inclusione e non di ghettizzazione.
L’assessore alla cultura Antonella Capaldo prosegue sulla stessa lunghezza d’onda, porta il suo stupore sul
buco normativo che condanna alcune persone ad essere “quasi-cittadini”, chiude con un accorato appello a
non mollare, a restare, a resistere, a continuare ad abitare i luoghi e a riempirli di conoscenza dell’Altro, di
occasioni di confronto e di socializzazione. La professoressa Rossella Trapanese nell’iniziare il suo
intervento rende esplicito un pensiero che sta attraversando il pensiero di molti presenti: “è una fortuna
avere amministratori così illuminati”. Prosegue evidenziando l’intendo di superare un modello che avanza
parlando di “noi e gli altri”, è necessario “accorciare le distanze” La professoressa Trapanese è responsabile
dell’Osservatorio Politiche Sociali dell’Università di Salerno, a lei il compito di portare anche i saluti di Maria
Patrizia Stasi della Fondazione Banco di Napoli per l’Assistenza all’Infanzia, rimasta bloccata nel marasma
della tangenziali di Napoli. Di cosa accidenti stiamo parlando? Avete ragione, partiamo dall’inizio arrivati
quasi alla metà, come se fosse una serie di Netflix. Ma attenti che il finale non è questo, un po’ di pazienza.
Grazie al decisivo sostegno di Fondazione Banco di Napoli per l’Assistenza all’Infanzia e della Regione
Campania, si è costruito l’Osservatorio sulle Nuove Italianità in Campania. Pronti partenza via. Di cosa si
tratta? Il progetto vuole mettere al centro le dinamiche che stanno cambiando il paesaggio sociale e
culturale campano attraverso la costruzione di un laboratorio di indagine regionale sulle nuove generazioni
italiane. Un progetto collettivo, meticcio e tran-slocale (ovvero gli spazi sono definiti dalle relazioni tra
persone e non dalla geografia), che si avvarrà di esperienze e competenze trasversali. l’Ente capofila è
l’associazione Operatori di Pace Onlus, e tra i partner ci sono le Comunità dei Senegalesi di Salerno, Caserta
e Napoli, l’associazione UBUNTU che rappresenta il braccio operativo territoriale del CONNGI
(Coordinamento Nazionale delle Nuove Generazioni Italiane) che curerà i laboratori, Frontiera Sud come
responsabile scientifico del progetto condurrà le attività di ricerca quali-quantitativa con il supporto
dell’osservatorio Politiche Sociali UNISA dell'Università di Salerno. Finito questo doveroso elenco, non si
può nascondere il brivido lungo la schiena per la paura di aver dimenticato qualcuno, di aver fatto
confusione tra i nomi e le azioni, e aver alterato un rigido equilibrio nel riportare la sequenza dei partner.
Chiedo umilmente scusa se ciò fosse accaduto e vi rimando ai siti ufficiali per le informazioni più precise (li
troverete nei titoli di coda), inoltre ci tengo a sollevare la piattaforma stranieriincampania da qualsiasi
responsabilità e per eventuali lapidazioni contattatemi in privato (ore pasti).

Dove eravamo rimasti? Dopo i saluti di benvenuto e accoglienza la parola passa a Ireneo Spencer, vice
presidente del CONNGI arrivato da Roma. Il CONNGI, ovvero 41 Paesi e 33 lingue e un Manifesto per le
Nuove Generazioni redatto nel 2019. Con lucidità e chiarezza rappresenta la necessità operativa di parlare
di “nuove generazioni” e non di seconde, terze, quarte (e quinte ormai), è necessario andare nelle scuole,
nei territori e farsi portavoce di un nuovo modo di pensare. È questa la strada, superare appunto il “noi e il
loro”. Bahia Lahboub dopo di lui viene accolta con un applauso caloroso e sincero, chiamarla “presidente
dell’associazione UBUNTU” è francamente riduttivo, come è riduttivo definire UBUNTU solo
un’associazione. UBUNTU è un corpo vivo e ha anche la bellezza del corpo umano dove le diverse parti
lavorano assieme in momenti diversi. La migliore presentazione di Bahia la farà pochi minuti più tardi, un
bambino di 9 anni (non è il solo presente in sala), un rappresentante di queste nuove generazioni, bambini
nati in Italia che parlano in vernacolo e in arabo e che sono costretti a sentirsi dire “sei marocchino, com’è
il tuo Paese?” Ma il loro paese è l’Italia, Bellizzi. Ebbene alla fine lui prende il microfono e dirà “io la
conosco lei…si chiama Bahia, è una brava signora. È grazie a lei se stasera ci troviamo tutti qui”. Più chiaro
ora? Andiamo avanti “Che vi piaccia o no, non c’è futuro se non insieme”, dice proprio così Bahia e mentre
lo dice con calma e sicurezza e lo sguardo dritto mi viene in mente una lunga lista di nomi da far sedere
proprio lì ad ascoltare, ma lasciamo stare. Prosegue Gianluca Mastrovito, presidente delle ACLI di Salerno,
entra nel vivo e offre la ricerca e i numeri che fotografano il fenomeno della presenza degli stranieri nella
provincia di Salerno da uno snodo fondamentale e capillare che le ACLI possono garantire, propone di
cogliere la possibilità di trasformazione che il terzo settore sta attraversando per poter rendere sempre più
efficace e rivolta alle comunità l’azione di associazioni e cooperative. Il microfono viene ceduto ad Antonio
Bonifacio, direttore dell’Ufficio Migrantes della Diocesi di Salerno, richiama il valore cristiano
dell’Accoglienza, la consapevolezza di quanto sia terribile partire o arrivare in un paese straniero e
dell’importanza di “lasciare qualcosa”, di andare verso l’Altro, condividere un sogno e la linea di orizzonte
perché non c’è integrazione senza relazione. L’ufficio Migrantes abita le frontiere urbane di chi è ai margini,
opera in quelle crepe normative dove trovano posto storie di un’umanità fragile, si rimbocca le maniche e
va avanti. I problemi ci sono e vanno risolti con la presenza e con l’esempio. Maria Luisa Albano di
Mediterranea Civitas dopo di lui segue questo filo di ragionamento quando parla di antropologia militante
(a Giuseppe Grimaldi gli si illuminano gli occhi in quel momento), di partire dalle fiabe e dalla narrazioni con
i bambini piccoli, per offrire un vocabolario nuovo a disposizione per un nuovo modo di pensare. Il
successivo intervento di Andreea Pascuta dell’associazione OPEN è il precipitato di tutto quanto è stato
detto prima, una giovane donna nata in Romania che grazie all’attivismo, al volontariato e allo sport, rende
il posto in cui vive un pochino meglio di come l’ha trovato. La ricchezza di cui si parla è sicuramente questa
e aumenta con le possibilità che chi vive un territorio ha di esprimersi. Gli interventi si allargano e il
microfono passa tra le persone sedute, si sentono opinioni storie di vita, voci di tante età diverse. Il futuro,
che vi piaccia o no, è questo. Un capitolo a parte lo meriterebbe il meraviglioso buffet realizzato da Hasnaa,
la concorrente di BakeOff Italia, che ha sconvolto tanti luoghi comuni sulle donne musulmane. Alle 21:20
circa si è poi consumata la tragedia interna a Radio Antenna Migrante, interviste spettacolari, diretta ad alti
livelli ma all’improvviso -puf- tutto perso. Il viaggio in macchina è trascorso con imprecazioni sulla
tecnologia e vaneggiando di una web-radio fatta con bastoni e pietre focaie. Ma questa è davvero un’altra
storia e potrete comunque ascoltare il podcast che è stato realizzato.