Mancano pochi giorni alle Elezioni europee

Mancano pochi giorni alle Elezioni europee

Cos’è il Parlamento europeo, chi può votare, cosa dicono i principali partiti politici su immigrazione e migranti.

Oltre 400 milioni di cittadini europei saranno chiamati a scegliere i propri rappresentanti al Parlamento Europeo tra il 23 e il 26 maggio 2019, in Italia in questa ultima data. 

Il Parlamento europeo rinnova i suoi membri ogni 5 anni con una elezione a suffragio universale diretto dal 1979 (precedentemente erano i parlamenti nazionali che sceglievano i propri rappresentanti). 

Ad oggi i parlamentari sono 751, distribuiti in misura proporzionale alla popolazione di ciascuno dei 28 paesi dell’Unione. La Gran Bretagna parteciperà al prossimo rinnovo perché non è riuscita a trovare in tempo un accordo per la Brexit.

Il Parlamento europeo ha molte competenze. Esercita, insieme ai rappresentati dei governi della Unione (il Consiglio), il potere legislativo (decide cioè quali norme debbano essere adottate a livello europeo) e il potere di bilancio (stabilisce come e quanti soldi debbano essere spesi per implementare le decisioni adottate), collabora inoltre con i parlamenti nazionali in materia di affari europei. I parlamentari hanno potere di controllo sulla Commissione europea, l’organo esecutivo dell’Unione. 

In sostanza il Parlamento europeo ha voce in capitolo su materie che toccano quotidianamente i cittadini (agricoltura, pesca, sviluppo, sicurezza alimentare, ambiente, energia, salute, cultura, istruzione, concorrenza, commercio, ricerca, innovazione e diritti umani) e gli equilibri che in esso si stabiliscono influenzeranno per la prossima legislatura le politiche adottate dall’Unione.

Alle elezioni potranno votare tutti i cittadini maggiorenni (tranne in Austria, dove l’età del voto è 16 anni) dei paesi membri dell’Unione Europea: Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria.

È importante sapere che in Italia potranno votare tutti i cittadini comunitari (di nazionalità cioè di qualsiasi stato membro) iscritti all’anagrafe del comune di residenza.

I 73 seggi italiani si distribuiranno in maniera proporzionale sulla base del risultato nazionale ottenuto dalle liste che supereranno il 4% dei voti validi. Il territorio è diviso in 5 circoscrizioni (Nord est, nord ovest, centro, sud, isole). 

La campagna elettorale per le europee è da sempre inflazionata da temi nazionali ma mai come in quest’ultimo periodo, con l’avanzata in Europa di movimenti cosiddetti “sovranisti”, il tema dell’immigrazione, del controllo delle frontiere, dell’integrazione, del ruolo dell’Europa dei migranti ha assunto un ruolo centrale.

Ciononostante, in molti programmi elettorali distribuiti dai principali partiti italiani in corsa per un seggio al Parlamento, solo poche righe sono dedicate a un tema così delicato (fanno eccezione la lista +Europa e La Sinistra, che alla materia dedicano una serie di punti e proposte più specifiche).

È in generale richiesto – con parole e toni molto diversi – un superamento del Trattato di Dublino e una maggiore presa di responsabilità dell’Unione nel suo complesso nella gestione dei migranti. I partiti poi si differenziano nettamente sull’approccio generale, con una netta linea di demarcazione tra partiti di destra e centrodestra – favorevoli a una svolta netta contro le migrazioni, in alcuni casi accettate solo per talune nazionalità – e di sinistra – favorevoli a un approccio più solidaristico, sebbene con sfumature molto diverse. Solo due formazioni parlano di “ius soli”: Fratelli d’Italia, fermamente contraria, La Sinistra, che lo invoca in tutta l’Unione. Diverse liste (tra cui Movimento 5 Stelle, Fratelli d’Italia, Forza Italia) invocano accordi con i paesi africani per gestire i rimpatri dei migranti respinti e piani di investimenti per lo sviluppo in loco (Forza Italia e Fratelli d’Italia) con l’obiettivo contrastare alla radice il fenomeno migratorio.

Riportiamo di seguito i punti programmatici relativi alle politiche migratorie dei principali partiti italiani – in ordine alfabetico – che parteciperanno alla competizione elettorale. La Lega non ha, al momento della redazione di questo articolo, diffuso un documento programmatico consultabile dai cittadini, sono però note le posizioni in materia di contrasto all’immigrazione e le sintonie con leader sovranisti europei (come Orban in Ungheria) nettamente schierati per la chiusura delle frontiere.

+ Europa

Immigrazione: per restare umani ci vuole l’impegno di tutti 

Un welfare e un mercato del lavoro realmente europeo deve farsi carico anche della ripartizione fra Paesi membri dei flussi migratori in arrivo. Oggi la questione è rimessa ad accordi ormai superati dalla tattica del “braccio di ferro” fra Stati. In definitiva è il ritorno della legge del più forte, sulla pelle dei più deboli e sfortunati. 

Ma se lasciamo che ogni paese difenda da solo le proprie frontiere, il risultato sarà solo

un disastroso incremento dei conflitti interni nell’Unione (come dimostrano le minacce sul Brennero della sovranista Austria contro la sovranista Italia). Occorre invece una visione – che muova dall’umanesimo europeo, dal principio di eguaglianza, dalla centralità della persona, dell’individuo, della sua dignità, volontà e libertà – e soprattutto occorre una gestione globale e coordinata del fenomeno. C’è bisogno di un piano europeo. C’è bisogno di più Europa. 

L’Europa deve ripudiare la logica del “reato di soccorso” e riconoscere agli stranieri più deboli e ai perseguitati che le si rivolgono lo stesso statuto di diritti inviolabili che riconosce ai propri cittadini. Deve assumere come europee le competenze necessarie a disciplinare e governare la presenza e l’integrazione, definendo politiche legali e adeguate di collocamento, integrazione, ingresso, circolazione, ricongiungimento, asilo ed espulsione, eguali e integrate in tutti i Paesi membri. È necessario introdurre in tutti gli Stati membri dell’Unione – coerentemente con l’Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) “Welcoming Europe”, che sosteniamo – i meccanismi che permettano ai migranti e ai rifugiati vittime di

reati di presentare ricorsi e sporgere denunce alla polizia in modo sicuro, dando piena attuazione a quanto previsto dalle normative UE in materia. Le istituzioni europee devono essere messe innanzitutto in condizione di gestire le frontiere europee con un proprio contingente di mezzi e persone; occorre istituire un diritto di asilo europeo con l’apertura di canali legali e sicuri per proteggere chi scappa dalla lesione di diritti umani, con piani di ricollocamento proporzionato all’interno di tutti i Paesi membri. La sempre più vecchia Europa, con i suoi bassi tassi di natalità, può e deve organizzare ordinate politiche di ingresso degli stranieri che vogliano integrarsi, lavorare o riunirsi alla propria  famiglia, e deve farlo anche nell’interesse delle popolazioni europee, che già non sono più in grado di produrre le risorse sufficienti ad assicurare la previdenza necessaria a se stesse.

Il fenomeno migratorio verso l’Europa deve essere affrontato con gli strumenti del diritto

internazionale, investendo nelle politiche d’integrazione, cioè nelle sole politiche che

incrementano la coesione sociale, ripensando l’urbanistica e investendo nelle periferie, per

superarne il degrado.

Europa Verde

Migranti

Le garanzie di sicurezza per i richiedenti asilo esistono in virtù delle lezioni che i periodi bui della storia dell’Europa ci hanno insegnato. Il diritto di asilo per noi non è negoziabile. Vogliamo una politica di asilo basata sulla solidarietà, sull’umanità e una procedura ordinata che includa l’equa condivisione delle responsabilità tra gli Stati membri e il ripristino di una missione europea di soccorso in mare.

L’Europa deve creare standard e regole comuni per la mobilità del lavoro e la migrazione. Vogliamo che l’Unione sostenga Paesi e comuni che integrano rifugiati o migranti. L’aiuto ai migranti non dovrebbe mai essere criminalizzato. Chi richiede asilo non dovrebbe mai stare in prigione.

Forza Italia

Stop all’immigrazione irregolare

L’Unione deve approvare subito la riforma del regolamento di Dublino per definire un sistema di asilo europeo efficace, equo e solidale. Oltre alla ridistribuzione dei richiedenti asilo, serve una strategia europea per bloccare l’immigrazione irregolare e rimpatriare chi non ha diritto di rimanere. Per affrontare il problema alla radice serve un Piano Marshall per l’Africa da decine di miliardi di euro per infrastrutture, formazione e per avviare lo sviluppo economico degli Stati africani. Questa è l’unica risposta possibile ed efficace per contenere la pressione migratoria che potrebbe altrimenti trasformarsi in una immigrazione di massa.

Fratelli d’Italia

Contrasto all’immigrazione illegale e difesa dei confini

Vogliamo affermare un principio chiaro: in Europa non si entra illegalmente. Le frontiere esterne europee sono uniche e le regole devono essere comuni, per questo vogliamo tutta l’Unione Europea fuori dal Global Compact ONU che vuole favorire una immigrazione senza limiti. Controllo militare delle frontiere esterne e missione europea per un blocco navale così da impedire ai barconi di partire dal nord Africa e fermare così le morti in mare. Chi entra illegalmente in Europa va trattenuto in centri sorvegliati e rimpatriato grazie ad accordi tra UE e Stati terzi. No allo “ius soli” in Europa. Quote di immigrazione regolare solo per nazionalità che hanno dimostrato di integrarsi e che non creano problemi di sicurezza e terrorismo. Contrasto a ogni forma di neocolonialismo in Africa, causa di povertà e emigrazione: fine del sistema del Franco africano CFA con il quale la Francia sfrutta le sue ex colonie e sostituzione di questo con l’euro CFA per avviare un piano europeo d’investimenti e sviluppo in Africa.

La Sinistra

Per i diritti delle e dei migranti.

La linea di demarcazione fra la barbarie e la civiltà passa dal modo in cui si garantisce il diritto alle migrazioni. Vogliamo una Europa dell’accoglienza, antirazzista e inclusiva. Oggi la UE e i suoi Stati membri, hanno legislazioni fra loro difformi in materia di immigrazione. In comune ci sono il Regolamento Dublino, che limita la circolazione dei richiedenti asilo e che va radicalmente riformato garantendo libertà di movimento alle persone, e le normative riguardanti lo “Spazio Schengen” che limitano comunque tale libertà ai soli cittadini UE.

Occorre garantire e fornire:

  • la possibilità di ingresso in Europa per ricerca di occupazione;
  • la realizzazione di canali di ingresso certi per richiedenti asilo;
  • investimenti per le politiche di inclusione sociale che prevedano la regolarizzazione delle donne e uomini già presenti negli Stati membri, compreso chi è stato costretto a svolgere lavoro irregolare emerso;
  • la possibilità di voto amministrativo ed europeo;
  • l’armonizzazione estensiva delle norme per l’ottenimento della cittadinanza, garantendo in ogni paese lo ius soli;
  • la rottura degli accordi o bilaterali o stipulati in sede UE con i paesi in cui non vengono rispettati i diritti umani e in cui non è garantita agibilità democratica;
  • la chiusura delle strutture di detenzione amministrativa;
  • l’elaborazione di norme che permettano ai migranti di difendere, ovunque siano, i loro diritti (il diritto dell’ospitalità) e la contemporanea cancellazione di tutte le normative che, come nel caso italiano contrastino tale diritto e il senso di solidarietà e umanità;
  • l’invalidazione e il sanzionamento di provvedimenti assunti che impediscano il soccorso in mare o in qualunque luogo e circostanza dei migranti;
  • il godimento dei diritti pensionistici, anche nei paesi d’origine, a fronte dei contributi versati.

Movimento 5 Stelle

Politica migratoria comune per la redistribuzione europea

  • Redistribuzione obbligatoria dei migranti
  • Basta belle parole e pacche sulle spalle. Contano i fatti. La gestione dei flussi, l’accoglienza, le responsabilità e gli oneri dell’immigrazione devono essere condivisi equamente tra tutti gli Stati Membri. La ricollocazione dei migranti deve essere obbligatoria.
  • Cooperazione internazionale e accordi per i rimpatri
  • Promuoviamo i rimpatri volontari e incentiviamoli grazie ai fondi europei. La cooperazione internazionale e la politica di sviluppo rimuovano le cause profonde che portano un migrante a lasciare la propria terra.

Partito Democratico 

Un sistema europeo comune per l’asilo e l’immigrazione

Occorre approvare la riforma del regolamento di Dublino sula base del testo votato dal Parlamento. Il principio è che chi arriva in Italia arriva in Europa, e serve un sistema europeo imperniato sui principi di solidarietà e di equa ripartizione, che tuteli i diritti e le libertà fondamentali e sanzioni i paesi che non fanno la loro parte. 

Bisogna arrivare a una gestione comune delle frontiere europee e alla definizione di vie legali della migrazione che consentano la gestione dei flussi e la realizzazione di politiche di integrazione a partire del rafforzamento del Fondo Asilo Migrazione e Integrazione.