Lavoratori migranti bloccati all’estero, è possibile fare domanda per la disoccupazione

Lavoratori migranti bloccati all’estero, è possibile fare domanda per la disoccupazione

 

I lavoratori agricoli, occupati regolarmente in Italia, che a causa della pandemia da COVID-19 sono rimasti bloccati nel paese di origine, potranno inoltrare online le domande di indennità di disoccupazione rivolgendosi alle sedi estere dell’INCA. Così informa in una nota l’ “Area Migrazioni e mobilità internazionale” del patronato che riferisce di aver predisposto un servizio di invio telematico all’Inps delle domande di Disoccupazione Agricola e Assegni Familiari per tutti quei lavoratori agricoli che possano dimostrare giornate lavorate nel corso del 2019.

La scadenza per la presentazione delle domande è fissata al 1 Giugno 2020. Il servizio è operativo presso gli uffici Inca di Marocco, Senegal, Tunisia, Albania, Romania.

Indirizzi, orari e contatti sono disponibili nelle rispettive pagine Facebook:

Sul tema dei lavoratori migranti tornati nel loro paese in periodi di ferie e impossibilitati a tornare in Italia a causa della pandemia, nelle scorse settimane un’iniziativa congiunta di CGIL, CISL e UIL aveva chiesto ai ministri del Lavoro, Nunzia Catalfo, degli Esteri, Luigi Di Maio e dell’Interno, Luciana Lamorgese, di offrire garanzie sul mantenimento dei livelli occupazionali e di sostegno economico: “il prolungarsi di questa emergenza potrebbe incidere (e per alcuni c’è già un concreto rischio) sulla stabilità lavorativa [dei lavoratori migranti], nonostante il decreto ‘Cura Italia’ assicuri specifiche tutele contro il licenziamento per cause inerenti il Covid 19. Va considerato ancora che questi lavoratori, al loro reingresso in Italia, dovranno ulteriormente astenersi dalla attività lavorativa a causa della quarantena obbligatoria imposta a chi entra nel nostro paese”. Cgil, Cisl, Uil  hanno quindi richiesto “indicazioni certe sulle metodologie praticabili per il mantenimento del posto di lavoro e le garanzie occupazionali degli interessati in questione, anche nella prospettiva di un loro rientro durante la cosiddetta Fase2 che vedrà – ci auguriamo – la ripresa in sicurezza del sistema produttivo”.

13 maggio 2020