Dalla Russia a Capri: la scommessa imprenditoriale di Leysan

 

 

Leysan è un’estetista russa che quasi dieci anni fa ha deciso di trasferirsi in Italia e proseguire qui la sua attività. La sua storia è molto particolare e non racconta di una migrazione dettata da una necessità economica o politica, ma solo dal piacere di viaggiare e conoscere nuovi posti. Leysan è una donna libera e determinata che si è innamorata di un altro paese durante una vacanza con un’amica e che ha scelto Napoli come città dove aprire un nuovo capitolo della sua vita. Stranieriincampania ha incontrato Leysan nel suo centro estetico di Napoli per farsi raccontare il suo percorso da imprenditrice di successo che l’ha portata ad aprire un centro anche sull’isola di Capri.

 

Benvenuta su Stranieriincampania, ci racconti di come sei arrivata in Italia?

Sono arrivata in Italia 9 anni fa da un paese che si chiama Kazan della Repubblica russa del Tatarstan, la capitale di tutti i musulmani della Russia. Sono arrivata in Italia per una vacanza, poi ho deciso di rimanere qui. Prima sono stata a Milano, poi a Varese per circa un paio di mesi. In seguito una mia amica era fidanzata con un napoletano e mi ha proposto di andare con lei per visitare la città. Ricordo che era ottobre e a Milano faceva già freddo, invece appena arrivate ci siamo rese conto che a Napoli era ancora estate. Questa cosa mi ha colpito e sono rimasta. La prima cosa che ho fatto è stato pensare come potevo lavorare nel mio settore qui in Italia, così ho iniziato una scuola di estetica a Pomigliano D’Arco. Neanche a farlo apposta il primo corso era di ricostruzione unghie e ho notato che la tecnica che ci spiegava la nostra insegnante da noi in Russia era già considerata superata. Così ho chiesto di poter mostrare la tecnica che utilizzavo e ho eseguito una ricostruzione. La proprietaria è rimasta colpita e mi ha chiesto di insegnare nail art nella sua scuola.

Quando hai avuto l’idea di metterti in proprio?

Durante un corso una delle mie allieve mi ha chiesto di lavorare un paio di giorni a settimana in un centro estetico a San Giorgio a Cremano, in provincia di Napoli. Nei pochi mesi che sono stata con lei è andata molto bene e tutti iniziavano a chiedere di me, però questa cosa non è stata presa bene e mi hanno licenziata. Da quel momento ho deciso di lavorare come libero professionista e ho aperto un mio studio a piazza Garibaldi. Nel 2012 ho aperto uno studio a Fuorigrotta e da lì è partito tutto. Successivamente ho avuto una proposta da un centro estetico del Vomero, a cui chiesi di lavorare a percentuale senza un fisso, contemporaneamente tenevo anche dei corsi di aggiornamento e le ragazze che partecipavano volevano restare a lavorare con me. Così siamo diventate un gruppo di dieci ragazze, la maggior parte straniere. Dopo 4 anni di lavoro in questo studio del Vomero sono riuscita ad aprire una mia attività e ho preso un locale qui a via Bernini.

Quando hai deciso di aprire un centro anche a Capri?

Da me venivano molte clienti da Capri che mi dicevano che dovevo assolutamente aprire un centro lì, perché sull’isola non c’era niente di questo livello. Io avendo un figlio piccolo e lavorando tante ore mi sono chiesta dove potevo assicurare maggiore tranquillità a lui. Volevo un posto dove stare tranquilla con mio figlio. Prima abitavo a via Palizzi e dalla mia finestra vedevo Capri tutti i giorni. Una domenica ho preso l’aliscafo e sono andata sull’isola per visitarla. Mi è piaciuta tantissimo e coincidenza ha voluto che sono riuscita ad affittare una casa per qualche ora. Io sono convinta che quando succede tutto così velocemente è perché una cosa deve accadere, è buon segno. Così mi sono trasferita completamente là, anche se ho conservato lo studio di Napoli che gestiscono le altre ragazze, io sto di più a Capri, ma ogni tanto torno per qualche cliente.

Com’è vivere a Capri?

Bellissimo. L’estate è molto caotica, ma mi sto prendendo tante soddisfazioni. Molte si affidano a me per fare dei trattamenti, mi sono capitate anche attrici famose come Jennifer Lopez e Catherine Zeta Jones. Mi chiamano persone molto famose e molto ricche, anche perché offriamo un servizio di trattamento direttamente sulle loro barche.

Com’è lavorare con questi personaggi famosi?

Ma guarda, la cosa che mi affascina è che la gente più ricca è anche quella più semplice, umile e tranquilla. Sono completamente liberi, ti trattano come un’amica, non fanno differenze di classe. Invece c’è gente che ostenta soldi, questi sono difficoltosi, creano problemi o si lamentano.

Quando sei arrivata in Italia ti saresti immaginata di avere tanto successo?

Chiaramente no, poi addirittura quando sono arrivata ero in vacanza. Io in Russia avevo il mio centro estetico e quindi mi sono detta perché non lavorare da sola anche qua. Io non ho paura di niente, sono pronta ad affrontare tutte le situazioni che si presentano. Esserci riuscita è una cosa molto bella per me, però vivo in un contesto di dare e non avere, per questo riesco ad andare avanti.

Quali difficoltà hai dovuto affrontare?

Le principali difficoltà le ho incontrate nel trovare personale, qui tante persone cercano lavoro ma non hanno voglia di lavorare. In Russia il contesto lavorativo è differente, o lavori come si deve o non lavori, non puoi fare una cosa tanto per. Ti dico la verità, nei giovani d’oggi vedo che sono deboli, poco responsabili e sembra che non si interessano di niente. Le ragazze che lavorano con me hanno fatto i corsi con me erano interessate e sono poi rimaste a lavorare.

Il tuo centro offre anche dei corsi di aggiornamento?

Noi ogni sei mesi andiamo a fare dei corsi di aggiornamento in Russia, a Mosca. Vogliamo essere all’avanguardia per questo, infatti le scuole di estetica in Italia mi chiamano per fare i corsi alle loro insegnanti. Poi facciamo anche corsi per chi è alle prime armi.

Come mai fate i corsi di aggiornamento in Russia e non Italia?

La verità? Perché siete molto indietro (ride). Sull’estetica in particolare.

Secondo te a cosa è dovuta questa differenza?

Prima di tutto perché in Russia le donne costituiscono la maggior parte della popolazione e hanno quasi tutte la cultura del prendersi cura di loro stesse. Qui la cura è un po’ più superficiale e c’è poco studio da parte di chi lo fa. Quando sono arrivata ho trovato centri estetici con strutture precarie, senza autoclave, non facevano le sterilizzazioni degli strumenti, piccole cose ma fondamentali. Quindi io ogni tanto vado in Russia con una collega, seguo i corsi e poi aggiorniamo il resto dello staff.

Parliamo un po’ di Napoli, la città in cui hai deciso di trasferirti, cosa ti ha colpito?

Io adoro molto Napoli, per me è la città più bella d’Italia. Ha la possibilità di avere tutto e di più, è una miniera d’oro, l’unica cosa che mi dispiace tantissimo è che tanti abitanti violentano la propria città. Vorrei cambiare Napoli e far arrivare tante persone da fuori per rendersi conto che Napoli è la città più bella del mondo.

Invece cosa ti manca della Russia?

La nostra mentalità, la nostra cultura. Il popolo russo vive con lo spirito di dare, se chiedi qualcosa le persone se ne privano pur di dartela. Qui la gente vive solo per avere, fanno finta di dare per poi pretendere di più. Noi forse siamo un popolo più profondo che pensa al futuro, gettare qualcosa per strada è impensabile, noi apprezziamo la nostra terra. Qui ci vuole un po’ di responsabilità. Forse nello scambio di pensieri con altri popoli si può crescere e cambiare tutto. In Russia ho lasciato i miei genitori e mio fratello, ma non è stato un problema, nella mia famiglia c’è molta libertà. Infatti io non sono proprio russa, provengo dal popolo tartaro. Siamo un popolo di combattenti, per esempio non esiste un modo per dire torno indietro, noi diciamo gira a 180 gradi e poi sempre avanti.

All’inizio raccontavi che arrivi da un’area della Russia a maggioranza musulmana, qual è il tuo rapporto con la religione?

Io sono musulmana, mio nonno parlava e scriveva arabo. Ma in Russia la religione musulmana è più aperta. I bambini ortodossi e musulmani vanno insieme a scuola e festeggiano insieme le proprie feste religiose. Per esempio spesso durante la Pasqua i bambini musulmani vanno a casa degli ortodossi. Viviamo pacificamente, gli ortodossi possono entrare nelle moschee. Kazan è l’unico paese in cui hanno creato un tempio che rappresenta tutte le religioni. Questo per dimostrare che non c’è un’unica religione, Dio è uno. In questa chiesa c’è un lato per ogni religione. Non c’è bisogno di scontrarsi. Qui in Italia ogni 500 metri c’è una chiesa, mentre mancano strutture fondamentali come asili, centri di accoglienza, servizi essenziali per la popolazione. La chiesa dovrebbe offrire questi spazi vuoti. Io ho sempre il Corano nella mia borsa, quando mi viene voglia prego, ma non ho bisogno di andare in una moschea.

Chiudiamo con un consiglio per chi volesse intraprendere un’attività come la tua

Io voglio dire a tutti che non dovete avere paura di affrontare niente. Quello che vi accade è per un motivo, bisogna prendere il meglio e fare di tutto per migliorare il nostro mondo, partendo da Napoli.