Caporalato, in Veneto un protocollo d’intesa per contrastarlo

 

Il fenomeno del caporalato – lo sfruttamento e la riduzione quasi in schiavitù dei braccianti agricoli – è una costante della produzione agricola in Italia ma si è ricucito con le ondate migratorie provenienti prima dai Balcani e dall’Europa orientale e più recentemente dall’Africa e medio oriente. La tratta di persone a scopo di sfruttamento e la riduzione o mantenimento in schiavitù rappresentano una gravissima violazione dei diritti umani, come riconosciuto dalla normativa nazionale e internazionale.
La Legge 199/2016 affronta il problema sul piano nazionale ma, perdurando ancora episodi del genere, aumentano le iniziative su base regionale di contrasto al caporalato.

Ne è un esempio la firma, in Veneto, di un protocollo d’intesa della durata di tre anni sottoscritto dalla regione Regione del Veneto con le altre istituzioni regionali deputate al controllo delle situazioni lavorative (Inps, Inail, Ispettorato al lavoro), organizzazioni datoriali (Legacoop, Fedagri, Coldiretti, Cia e Confagricoltura) e parti sociali (Cgil, Cisl e Uil nelle loro categorie agroalimentari regionali).

L’agricoltura contribuisce per il 3% al Pil della regione Veneto dove pur si registrano casi di irregolarità nell’impiego di manodopera stagionale, lavoro sommerso e forme di caporalato – nonostante si tenda ad individuare il fenomeno come proprio delle regioni meridionali.

Obbiettivo del protocollo è contrastare le irregolarità attraverso tre canali:

– la promozione di azioni concrete per rafforzare le condizioni di legalità, di salute e di sicurezza nei luoghi di lavoro del settore agricolo, ed efficaci azioni di informazione e tutela dei diritti dei lavoratori, con particolare riferimento alle vittime di grave sfruttamento;

– lo scambio, tra i soggetti interessati, di dati e statistiche sul settore così da rendere maggiormente efficace ed efficiente l’azione di controllo sul territorio;

  • l’adozione, da parte dell’Amministrazione regionale, di misure e politiche tali da contrastare i fenomeni di caporalato e sfruttamento lavorativo.

Il protocollo (consultabile qui) prevede la produzione di report con cadenza annuale sull’andamento del settore agricolo e specifiche azioni per promuovere l’incontro tra domanda e offerta di lavoro nel settore agricolo da parte dei servizi pubblici per l’impiego.

L’intesa siglata in Veneto è solo l’ultima di una serie di iniziative su base regionale: negli scorsi anni già Piemonte, Calabria, Basilicata, Molise e Campania hanno approvato delle normative specifiche per cercare di arginare il fenomeno, specialmente creando osservatori territoriali e tavoli di coordinamenti tra istituzioni e parti sociali oppure cercando di immettere nel mercato di lavoro regolare i migranti presenti sul territorio.